John William Polidori

Tratto dalla Collana TEN © 1993 Newton Compton S.r.l.

Nota Bibliografica di Erberto Petoia, pag. 18

La figura di John William Polidori è conosciuta paradossalmente soprattutto per il suo racconto The Vampire, per lungo tempo attribuito a Byron. Poco si conosce della sua vita, se non che fu segretario e medico personale del poeta inglese e che morì suicida nel 1821.

Al di là di questo successo, tutte le altre sue opere sono ormai scivolate nel dimenticatoio. Nel 1815 fu pubblicata ad Edimburgo la sua Disputatio medica inauguralis, quaedam de morbo, Oneyrodynia Dicto, complectens e l’anno successivo diede alle stampe un saggio dal titolo Essay on punishment of death. Nello stesso periodo compose l’opera che gli avrebbe dato la notorietà, The Vampire, che vide la luce, però, soltanto nel 1819: è questa l’unica ad essere stata tradotta in Italia; se ne ebbero addirittura due edizioni nello stesso anno: John Polidori, Il Vampiro, Pordenone, Edizioni Studio Tesi, 1984 e un’altra a cura delle Edizioni Theoria, Roma-Napoli.

Nel 1818 Polidori pubblicò un altro saggio dal titolo An Essay upon the source of positive pleasure, censurato per immoralità.

Il periodo più prolifico della sua attività letteraria fu quello precedente il suo suicidio. Infatti nel 1819 venne dato alle stampe e destinato a passare per lo più inosservato, Ernestus Berchtold, or the modern Oedipus, il lavoro più ambizioso di Polidori: un lunghissimo racconto estremamente complicato, mai più ristampato dopo la sua prima pubblicazione. La trama ruota intorno ad una nascita misteriosa, il cui enigma verrà risolto tragicamente, come si evince dal sottotitolo The Modern Oedipus (che ricorda il sottotitolo dell’opera di Mary Shelley, Frankenstein, The Modern Prometheus).

Sempre nello stesso anno fu pubblicato un dramma, Ximenes, cui seguì una raccolta di poesie, The Wreath and other poems. Risalgono al 1821 Sketches illustratives of the manners and costumes of France, Switzerland and Italy e The Fall of the Angels, un poema a carattere religioso che si conclude con la visione della fine del mondo e del giorno del Giudizio e che risente molto dell’influsso della più famosa opera di John Milton, ma con la quale ogni paragone risulta impossibile.

Nello stesso anno in cui Nodier allestiva un dramma dal titolo Le Vampire, tratto dalla sua opera, Polidori si suicidò con il veleno. La pubblicazione postuma del Journal of a Journey Through Flanders, etc. from April 24.1816, to December 28.1816 fu dovuta a William Michael Rossetti con il titolo The Diary of Polidori (1911).

Polidori ebbe una frenetica attività letteraria se si considera la sua morte prematura. Alle opere sopra citate vanno aggiunte tutte quelle che oggi sono andate perdute. Infatti va datato intorno al 1811 un frammento in prosa dal titolo Boadicea. Nel 1815 circa compose invece il dramma Caietan, cui seguirono altri due, The Kings of Athens e Count Orlando, entrambi del 1817.[…]

Ho letto questo racconto molti anni fa. Mi ha impressionato, più che lo stile, la forte aderenza della atmosfera descritta alla esperienza reale della vita di Polidori.

Scrittore forse offuscato dalla fama di Byron, suo amore / odio, merita sicuramente uno studio approfondito.

Prossimamente cercherò di trovare quel passo della sua biografia dove si fa menzione del suo suicidio in modo più completo.

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2 thoughts on “John William Polidori

  1. Capitata qui per caso. Penso che si tratti di una delle pagine più ricche di informazioni che si trovino su Polidori in internet. Interessantissima sarebbe anche la storia del suo parentado, a partire dal padre Gaetano Polidori, assistente di Vittorio Alfieri, fino ad arrivare ai nipoti, il preraffaellita Dante Gabriele Rossetti e la poetessa Christina Georgina Rossetti.

  2. dove posso trovare una versione italiana, se esiste de Il diario del dottor polidori? altrimenti qualcuno mi spieghi per favore come posso tradurre il testo da internet grazie

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