Il sole non calante

Dopo una settimana di chiusura per la riparazione, la mia palestra è stata riaperta oggi. Prima di andare in palestra sono passata in biblioteca e ho preso “Al paradiso delle signore” di Emile Zola e “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garcia Marquez. Gli utenti possono tenere dieci libri per due settimana. Ma non sono sicura di poter finire tutti e due i libri che ho preso questa volta perché sto leggendo un altro libro che mi ha prestato una mia collega.

Il libro è titolato “Il sole non calante”(沈まぬ太陽 ); tratta della Japan Air Line (JAL). Ma nel libro la compagna aerea viene chiamata National Air Line (NAL). Il protagonista del libro, Onchi è stato selezionato come leader del sindacato e lavora per migliorare l’ambiente del lavoro. Grazie a lui lo stipendio dei lavoratori è aumentato e i trattamenti sono cambiati in meglio. Però la ditta lo giudica comunistoide e dispone il suo incarico in posti lontani dal Giappone e poco importanti per 10 anni: Karachi, Teheran e alla fine Nairobi in Kenya dove non c’è un volo in servizio della NAL. Mentre lui era lontano dal Giappone, la ditta gli domanda spesso di rompere il rapporto con il sindacato e a questa condizione dice che gli permetterà di ritornare in Giappone; ma il protagonista, persona con un forte senso di giustizia, rifiuta la proposta.

L’autrice Toyoko Yamazaki, con questo romanzo, ha voluto denunciare l’organizzazione della JAL che trascurava i lavoratori e la sicurezza.

Il romanzo, prima, è apparso a puntate su una rivista. Durante la pubblicazione del romanzo JAL non ha distribuito questa rivista negli suoi aerei.

Sto leggendo il terzo volume (il romanzo è composto da cinque volumi), che inizia a raccontare l’episodio dell’incidente aereo peggiore nella storia, in cui il numero delle vittime ha raggiunto 520 persone. Sarà fatto un film da questo romanzo, in cui il ruolo di Onchi sarà interpretato da Ken Watanabe.

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One thought on “Il sole non calante

  1. Ho sempre pensato che le compagnie aeree fossero la rappresentazione pratica del rigore tecnico, ma evidentemente non è sempre così.

    Un po’ l’interesse economico, un po’ la routine dei dipendenti, fanno sì che la sicurezza del volo venga progressivamente a mancare.

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