湖のほとりで La ragazza del lago

All’inizio di quest’anno ho comprato l’abbonamento di un cinema e ho visto tanti film come non mai. L’ultimo del 2009 è stato un film italiano: La ragazza del lago.

La trama è: in un piccolo paese dell’Italia del nord, sulla riva di un lago è stato trovato un cadavere. La vittima è Anna, una ragazza del paese, bellissima, diciassettenne, ben voluta da tutti e piena di vitalità. Il commissario Sanzio inizia l’indagine e pensa che il delitto sia stato fatto da un conoscente perché nel corpo non c’era nessuna traccia di resistenza. Chiedendo informazioni agli abitanti, Sanzio vede che i cittadini vivono nell’angoscia.

Pochi minuti prima del finale il colpevole confessa il suo delitto ma io non ho capito bene il perché e anche il comportamento di Anna. Il giorno dopo, sono andata a rivederlo. Questa volta l’ho visto conoscendo il colpevole, e allora ho capito che il film spiegava già dall’inizio il motivo del delitto e quello che voleva dire Anna con il cambio della sua vita. Nello stesso tempo ho capito che non ho seguito attentamente il film.

Il nucleo della storia è il rapporto tra padri e figli. Ogni famiglia vive nell’angoscia che gli altri non possono capire. Forse possono immaginare ma la vera angoscia non la possono sentire come problema di se stessi. I figli non possono scegliere i genitori e viceversa. Se Dio ci mettesse a dura prova, come reagiremmo? Il padre in sedia a rotelle che vive vicino al lago ha accettato questa prova. Suo figlio è ritardato e anche lui è handicappato e già abbastanza vecchio, e per di più la moglie è scappata. Racconta al commissario che per lui esiste solo suo figlio e per suo figlio esiste solo lui. Tra i personaggi il padre in sedia a rotelle vive la situazione più drammatica ma accetta la vita. Invece l’antiquario rompe la relazione con suo figlio e Anna per questo lo condanna.

Il film, dura solo 95 minuti, dedica un certo spazio ad ogni personaggio e non condanna direttamente l’assassino. Mi piace come il regista riesca a descrivere in questa maniera il dramma umano. Ma non capisco l’adorazione di Anna verso un bambino non suo. L’amore di Anna va oltre alla mia comprensione.

Gli attori parlano senza dialetto e lentamente. Penso che gli studiosi d’italiano anche appena principianti capiscano abbastanza le frasi con l’aiuto di sottotitoli.

某映画館の会員になって、今までにないくらいたくさんの映画を大きなスクリーンで見た今年。最後の締めくくりの一本はイタリア映画の「湖のほとりで」でした。

北イタリアの小さな村にある美しい湖のほとりに、美しい少女の死体。被害者は、快活で誰からも愛されていたこの村に住むアンナ。争った形跡がないことから、犯行は顔見知りによるものではないかと踏んだ刑事サンツィオ。さっそく住民への聞き込み捜査をはじめると、住民たちそれぞれが抱える家族に対する苦悩を目の当たりにします。

終盤であっさり犯人が罪を告白するけれど、1回見たところでは殺人の動機とアンナの意図が理解できませんでした。それで翌日犯人を知った上で見に行ったら、犯行の動機、アンナの行動の意図が最初から丁寧に描かれていることがわかりました。自分の鑑賞眼のないことに落ち込みました。

ここからネタバレ気味になってしまいますが、悪しからず。

この映画の一番の核となるのが「父と子」の物語。

どの父子も他人にはその痛みを想像できない苦悩の中で暮らしています。子は親を選べないし、親は子を選べない。そこに神様からの試練が与えられたとき、それを受け入れるのか、断ち切るのか。受け入れたのが湖のそばに暮らす車椅子の父親。老い先の短い父親はかつては自責の念にかられ、息子を恨んだこともあったけど今は息子には自分しかいない、自分には息子しかいないと刑事に語ります。この映画の中では一番悲惨な運命の中で暮らしているのが、奥さんにも逃げられ、身障者で息子もすでに中年に差し掛かった彼でしょう。それでもその苦しみを甘受して生きています。そして断ち切ってしまったのが骨董商の男。そしてその罪を断罪するのがアンナ。2度目に見て、やっとこの映画の世界を理解できました。

映画は95分と短いけど、どの登場人物にも距離を置き、映画自体がこの罪を断罪してはいません。これだけの人間ドラマをこの短い時間で描ききった監督の力量を感じました。

でもアンナの他人の子供に対する愛には違和感も。命を賭してまで告発、断罪して贖罪をせまらなければならないほどの愛を血のつながりのない子供に寄せていたのは私の理解を超えていました。

イタリア語学習者にとっては、まくし立てるように喋るイタリア人は出てこないし、みんな口数少なくかつ標準イタリア語を話すので、字幕をたよりにするとかなりの表現が聞き取れるんじゃないかと思います。

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18 thoughts on “湖のほとりで La ragazza del lago

  1. Un film interessante, come solo i registi italiani (spesso) sanno fare. Mi ha interessato il parallelo tra l’amore della ragazza uccisa e l’amore dell’uomo in sedia a rotelle. Sicuramente (era ora) un film dove non c’è troppo spazio per la politica, ma bensì per una sana introspezione.

  2. Ora penso che l’amore della ragazza uccisa verso un bambino non suo accusava il comportamento di suo padre, che amava solo sua figlia e ignorava completamente la figliastra e che la ragazza abbia concretizzato l’amore generoso.

    Mi spiace che in Giappone questo film non sia stato apprezzato tanto!

  3. In questo film c’è a vedere soprattutto l’interpretazione con il tipico sofferente aplomb di Toni Servillo. Dal film che ho visto un paio di anni fa non mi ricordo molto, ma mi era piaciuto.

  4. Giovanni B

    aplomb… ho imparato una parola nuova, grazie. Sì, Servillo ha interpretato bene il suo ruolo con un bel controllo dei sentimenti. A me è piaciuto tanto il film.

  5. Giovanni,
    Grazie!
    Un po’ di correzione…
    この言葉を知って欲しかったから、使うことにしました。

  6. Spesso sono prevenuto sui film italiani; pateticamente penso: “sono tutti bolscevichi” o “cinepanettoni di natale”. Eppure fino ad ora nessuno dei miei pregiudizi ha trovato riscontro. Spero di vedere presto questo film!

  7. Né “bolscevichi” né “cinepanettoni di natale” sono fuori dalla mia comprensione. 修行が足りません。

  8. @TM78: per “bolscevichi” Enrico intende l’establishment intellettuale di sinistra (registi, scrittori, etc). La parola è evidentemente dispregiativa, lasciando trasparire la sua avversione per questi ambienti. Per “cinepanettone di Natale” intende invece i film italiani molto popolari durante il periodo Natale: si tratta di film che esprimono una comicità grassa e becera, spesso volgare.
    Ho interpretato bene, Enrico? 😉

    • Parzialmente. Sei troppo severo, non disprezzo nessuno: in fondo ho detto “pateticamente”, facendo ironia su me stesso, perchè non posso lamentarmi dei film italiani che vedo e che ho visto.
      Apprezzo tantissimo Moretti, mentre non capisco perché Tornatore giri sempre su se stesso (Baaria). Benigni mi fa divertire e riflettere, quando recita; mi fa arrabbiare quando pesca dal solito repertorio no-cav. Anche la satira merita rinnovo.

      Ecco, invece i Guzzanti mi danno bruciore di stomaco, sarà perchè il babbo è un personaggio viscido da far concorrenza alle lumache.

      Preciso che la battuta dei “volscevichi” in realtà non è mia, è di un tizio su un forum oramai estinto, che a proposito di Violante scriveva: “Ragazzi, quello è un bolscevico!”. Incredibile, poi che quel Violante, oggi, sia voltagabbana quanto lo è Fini nei confronti del centrodestra. Da ciò deduco che non ci sono più i bolscevichi di una volta, ehehehe!

    • Giovanni, grazie della spiegazione, adesso e’ chiaro.
      Ma non ho mai visto film “cinepanettone di Natale”, non mi viene mente neanche un titolo.

  9. Per prima cosa mi sembra giusto ringraziare TM per l’ospitalità e scusarmi per avere preso possesso del suo blog: non sarebbe strano che ci chiedesse di pagare l’affitto 🙂
    @Enrico: ok, sono stato troppo severo, chiedo venia. Concordo su Moretti e Tornatore. Non mi piace molto Benigni che ormai trovo ingabbiato nel suo stesso personaggio e gli ultimi film sono stati a dir poco imbarazzanti. I Guzzanti, c’è del buono e del marcio… (il padre ricade nel secondo gruppo di certo). Su Fini siamo di parere opposto, verrebbe proprio da dire che non ci sono più (fortunatamente?) i fascisti di una volta!
    @TM: sono contento che tu non ne abbia mai visti e spero che non tu non lo faccia mai. Su wikipedia c’è una nutrita lista:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Cine-panettone

    • Giovanni, non scherzare! Siete sempre benvenuti!
      La spiegazione del cinepanettone sulla Wikipedia, mi fa venire in mente “男はつらいよ(寅さんシリーズ)”. Lo conosci? Tora-san viaggia in Giappone e in ogni posto s’innamora pero’ la sua storia d’amore finisce sempre male. Il film non si produce più perché l’attore è morto. Ma si produceva due volte all’anno sia in estate che in inverno, quindi questa serie sarebbe stata anche “cine-cocomero”.

  10. @TM: no, non lo conosco… mi documenterò!
    La definizione “cine-cocomero” mi sembra perfetta: さすがTMさんですね!

  11. Non conoscevo Tora-san, ti ringrazio per la novità davvero interessante! Chissà perché mi viene in mente Enrico Beruschi… certo era più smaliziato, ma la sfortuna in amore mi pare la stessa, ahahaha!

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